Archivio mensile:luglio 2010

Sentirmi guardato dai tuoi occhi.

Magra dagli occhi lustri, dai pomelli
accesi,
la mia anima torbida che cerca
chi le somigli
trova te che sull’uscio aspetti gli uomini.

Tu sei la mia sorella di quest’ora.

Accompagnarti in qualche trattoria
di passoporto
e guardarti mangiare avidamente!
E coricarmi senza desiderio
nel tuo letto!
Cadavere vicino ad un cadavere
bere dalla tua vista l’amarezza
come la spugna secca beve l’acqua!

Toccare le tue mani i tuoi capelli
che pure a te qualcuno avrà raccolto
in un piccolo ciuffo sulla testa!
E sentirmi guardato dai tuoi occhi
ostili, poveretta, e tormentarti
domandandoti il nome di tua madre…

Nessuna gioia vale questo amaro:
poterti far piangere, potere
piangere con te.

Scoperta da poco, fra le migliori poesie del mio Sbarbaro.

Si, mi capita così.
Di avere la necessità fisica di sentirmi guardato dai tuoi occhi.

La gioia dell’amaro. Il mio, forse.