Archivio mensile:febbraio 2010

Arriva il momento della tua verità.

Fonte, inserito originariamente da FilippoDeSanctis.

Eravamo rimasti che l’immobilità fosse routine.

“Spavaldi col telefono e timidi di persona
e duri nell’immagine su di una faccia buona,
non dicono i pensieri, ma li scrivono soltanto;
non sanno com’è strano il mio sapore di rimpianto.”

Canta, e scrive sopratutto, Enrico Ruggeri. L’ho scoperto da poco Ruggeri.

Il mio mettere sempre la testa avanti, è deleterio, me ne rendo conto.
E il rifletterci sopra non è altro che continuare a farlo, alimentarlo.

Prima o poi, il tuffo, lo fo.

Come cambiare il passo nel tuffo? Salendo in cima, puntando al mare.

Zero e Uno. Passo o non passo.

E’ passato un po’ di tempo. E no.
Non l’ho trovato affatto.

Ho una paura fottuta. Non potrei sopportarlo, un rifiuto.

E allora evito tutto ciò che potrebbe portarmi li, al binario. Un binario aritmetico, non ferroviario.
Perchè la linea che separa lo ZERO dal miglior UNO mai sentito è molto sottile. Invisibile, forse. Quasi come non ci fosse. Quasi come fosse un risultato identico. Indifferente.
L’indifferenza mi farebbe male, forse meno dello ZERO.

E allora, che faccio?

Quel passo è così difficile, per me.