Archivio mensile:novembre 2009

Ira se profert et in faciem exit, quantoque maior, hoc effervescit manifestius.

Seneca, poveretto, me l’aveva già detto, al tempo. Che l’ira è un sentimento detestabile, schifoso.

E’ che con il tempo passa. Ma tornerà presto. Al prossimo cenno.

[“Cenno” è un termine molto mio, lo definirei termine auspicabile 2010]

Rosso di rabbia, o di vergogna.


Non hai più scelte
se resti dove sei
le vie di fuga
svaniscono per chi
non ha il coraggio
e scappa dai suoi guai

Anima Stanca di Godere.



Porto la notte., inserito originariamente da FilippoDeSanctis.

En canvi, caminem,
caminem tu i jo com somnàmbuls,
i els arbres són arbres, les cases
són cases, les dones
que passen són dones, i tot és allò
que és, només allò que és.

A mio modo di vedere, il più grande poeta del secolo scorso, Sbarbaro, ha sempre una risposta, per me.
In qualsiasi momento della mia vita lo interroghi, Camillo è sempre illuminante.

In spagnolo, poi, strano a dirsi, la piega è diversa, sonora.

“Taci, anima stanca di godere
e di soffrire”

Vorrei, essere stanco. A volte.