Archivio mensile:maggio 2009

China sulla mia carta

“Siccome tu sei stella languida e distante, misurerò l’abbraccio che tutti ci contiene; e contiene l’universo. E tutte le distanze, tutte le distanze, piccole saranno”

Distanze

Distanze

E’ la misura che crea il problema. Nel senso. La semplice consapevolezza di averne bisogno, non è un male, anzi. Aiuta, certe volte. La quantificazione di questa, è un male.
Non tutti i mali vengono per nuocere, sia chiaro. Ma chiaramente, in maniera malevola, incide. Solcando i dischi che ascolto. Rendendo impossibile anche solo il sospiro di sentirselo dire.
“Tu hai bisogno di qualcosa”
Di non sentirmelo quantificare. Dire, si. Rendersi conto del quanto, e del quando, è come, all’improvviso, svegliarsi dal sogno. Insofferenza mattutina, la definirei.

Non svegliatemi. Lasciate che io possa contintuare a viverla così.

Liberamente indefinita. Adoro il novecento per quello.

Il mio primo amore consapevole, è figlio della deformità. Della sua natura poco precisa, ambigua e abbozzata. Quanto mi piaceva, essere abbozzato.

Via la China dalla mia carta. Carboncino.