Archivio mensile:ottobre 2008

Amanuense

Nessuno quì ha voglia di una penna BIC?

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Aspettando osservo e penso

Questa sera aspettavo,
e per ammazzare il tempo, guardando un film,
che all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno,
recità così:

C’era un artista italiano che si chiamava Alberti , che ha definito la bellezza: ha detto che è la somma di tutte le parti messe insieme, in maniera tale che non è necessario aggiungere, nè togliere niente, nè alterare.Tu sei questo.”


E sorrido, no?

A conferma che è bello scrivere

La lettura rende un uomo completo, la conversazione lo rende agile di spirito e la scrittura lo rende esatto.
Francesco Bacone

Alcuni scrivono soltanto perché non hanno carattere sufficiente per non scrivere.
Hans Hermann Kersten

Chi ha da dire qualcosa di nuovo e di importante ci tiene a farsi capire. Farà perciò tutto il possibile per scrivere in modo semplice e comprensibile. Niente è più facile dello scrivere difficile.
Karl Popper

Ciò che mi trattiene dallo scrivere un capolavoro è il timore che me ne chiedano subito un altro.
Roberto Gervaso

Il vero problema dello scrivere non è tanto di sapere ciò che dobbiamo mettere nella pagina, ma ciò che da questa dobbiamo togliere.
Gustav Flauber

Scrivere non è vivere. È forse sopravvivere.
Blaise Cendrars

Scrivere è un modo di parlare senza essere interrotti.
Jules Renard

Vi sono tre regole fondamentali per scrivere un romanzo. Per sfortuna nessuno le conosce.
William Maugham

La diversità dell’essere io

“Ricorda sempre che sei unico, esattamente come tutti gli altri.”

Sui giornali si parla di Razzismo, di Xenofobia, Diversità…

Oggi leggevo che:

Diversità, non identità, è la caratteristica intrinseca della natura. Non esistono nell’universo due oggetti, o due corpi, o due menti o molecole, o atomi identici. Coloro che vogliono rendere tutto uguale vanno contro le caratteristiche intrinseche della natura. Quanti pensano di rendere tutte le cose uguali inevitabilmente pensano la distruzione di tutto.L’unica forma di uguaglianza da noi sostenuta è quella sociale, dove ogni persona è socialmente uguale agli altri, indipendentemente dalla propria razza, religione, sesso, condizione economica ecc.Il dio in noi può crescere solo arricchendosi degli dèi differenti che sono negli altri. Scoprire la differenza dell’altro, significa scoprire l’infinità delle differenze che si portano in se. Rispettare e coltivare la differenza, è il mezzo per raggiungere l’unità veritiera, non per riduzione o amputazione, ma per “complementarietà”.

Mi piace pensare che essere diversi non voglia dire “anche se sei diverso, sei uguale a me”
Essere diversi vuol dire “è diverso, e va bene così, anche se non è come me”. Il mondo va verso l’uguaglianza, quando dovrebbe mantenere le sue differenze, le sue diversità, le sue divisioni.

Perchè dovrei essere uguale a voi, io?

Ad ognuno la propria Nutella.

https://i1.wp.com/blog.ndreams.org/wp-content/uploads/2007/09/nutella.jpg

Ognuno ha una nutella
nella vita.

Solo che la mia,
non ha controindicazioni dietetiche.

Si usa tutti i giorni,
ma è più dolce
di quanto tu possa
immaginare.

E mangiarla senza pane
è abbandonarsi al
piacere.

è bello poter dire quello che si vuole dire.. ma la cosa più bella è poter non dire niente quando è quello che si vuole

Quello che voglio dire è scritto qui, fra queste pagine.

Quello che non voglio dire è quello che non sono ancora pronto a dire.Perchè, in fondo, ho bisogno di dire.

Dire che citare è come fare proprio. “Proprio” è bello, come poter dire quello che si vuole, perchè quello che si vuole dire, spesso, viaggia nell’aria, detto da qualcuno che non sei tu.

E puoi solo rubare le sue parole.

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200 post, cose da dire

Questo è il mio duecentesimo post sul blog. Su questo Blog, almeno.

Questo è stato, e spero continui ad essere, il blog che mi è piaciuto di più, e quello che continuerò a seguire. Perchè mi piace pensarmi scrittore.

Non è quello dove mi sono sfogato meglio, non lo faccio più.
Ma è quello dove ho ricevuto più risposte, più attenzioni, la consapevolezza di essere qualcuno.

Cin Cin

Spesso è questione di tastiere

Se viene la voglia di scrivere o meno.

Capisci che la sensazione dello scrivere è antica come il mondo, come i primi segni sui muri, così “terreni”.
Come a dire che scrivere è lasciare un segno, materiale, nel tempo. E allora contro le pareti con i sassi e i colori improvvisati, le macchie di sangue e i calli, di una presa non comoda, ma fortemente voluta.

E a millenni di distanza, una tastiera diversa da un’altra può dare sensazioni diverse.Ieri sera avevo il blocco nello scrivere, senza idee, senza voglia, poi ho scoperto che è questione di tastiera, di fisica, di attrito.

Si ci sono le motivazioni, le tematiche, gli stimoli culturali, ma quello che realmente ti lascia scrivere, quello che realmente fa in modo che tu possa lasciare un segno nel tempo è la tastiera, come l’antica penna, mezzo e ispirazione. Fine ultimo dello scrivere. Come se il testo fosse piegato su se stesso, riflesso contro il mezzo dello scrivere. Come se un calciatore giocasse con lo scopo di giocare, come se un bambino piangesse con lo scopo di piangere, come se una besti (che termine, bestia, eh?) magniasse con l’unico scopo di mangiare, non di sopravvivere.

Scrivo per scrivere. Per me.

No, però.

Non può essere così semplice, o complicato, le due cose non sono così diverse.
Non posso scrivere solo per me.

Scrivo anche per te? Che dici? Ti piace leggere, ti piace scrivere, ti piace rispondere.

Certo, pensandoci, ti piace anche cercare le biografie dei personaggi di Walt Disney…

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Senza titolo

“be’, quando non sai cosa scrivere, dove oppure come, non farlo.. è questo il bello”

su gentile concessione.