Archivio mensile:novembre 2007

La situazione di Celentano, per me, è buona

Ieri sera ho visto, con piacere, il ritorno di Celentano in tv, con uno show, a mio modesto modo di vedere, stupendo per idee e forma, senza soffermarmi sugli argomenti trattati.

Ognuno ha le sue idee sul nucleare, sulla politica, sulla violenza Ultrà e sulla musica. Celentano, Berlusconi, Casini, D’Alema, Mastella, etc.

Quello che emerge da “La situazione di mia Sorella non è buona” è finalmente una prima serata televisiva piacevole, breve, senza toni esasperati e urlacci, senza soubrette e collegamenti con isole sperdute, senza effetti scenici e montaggi arditi. Forse molto più reality di quanto non siano i veri reality. Una telecamera che, forse volutamente, mostra il gobbo elettronico di Celentano, un Fazio visibilmente preoccupato, intento a spulciare il proprio copione, ospiti musicali che cantano senza troppa attenzione ai fonici, alle luci, alle tonalità. Una tenda di artisti, nella quale, per poco più di un ora, siamo entrati. E abbiamo sentito barzellette, pezzi di canzoni, idee, opinioni, commenti, cortesie.

Che bella la tv. Così.

Omicidio Perugia – Meredith, il congolese, il quarto uomo, etc…

 

Perugia, 19 nov. – (Adnkronos) – Ci sarebbe un mandato di cattura internazionale per quello che gli inquirenti riterrebbero essere il quarto ‘uomo’ che sarebbe stato presente nella casa del delitto la notte in cui la studentessa inglese Meredith Kercher e’ stata uccisa a Perugia.

Los Angeles – (Mediaset) Taylor è sorpresa di vedere Brooke che chiede a Nick perchè non le ha detto che c’era Taylor in casa. Nick dice che lei non gliene ha dato il tempo poi cerca di spiegare a Taylor che, in maniera ironica, ipotizza che Brooke volesse un addio-a-base-di-sesso con il suo ex, prima delle nozze con Ridge.

Vanno di moda gli omicidi, ultimamente. Aspettiamo il solito plastico di Bruno Vespa.

Alessandra Pierelli ricoverata in ospedale, e Costantino?

ROMA – È in gravi condizioni, ma non è in pericolo di vita Alessandra Pierelli, l’attrice romana di 28 anni, collaboratrice del settimanale Star+Tv ed ex fidanzata del “tronista” Costantino Vitaliano, ricoverata d’urgenza al policlinico Gemelli a Roma dopo gravi complicazioni dovute a un intervento di chirurgia plastica effettuato in una clinica della Capitale.

Due commenti, perchè rimango costernato nel leggere certe cose:

1- Alessandra a 28 anni si fa una plastica. Io mi sarei cancellato il passato, non i difetti fisici.

2- Questa è la notizia più letta sul Corriere della Sera, no, dico, il Corriere, il giornale per eccellenza del nostro paese. Cosa pretendiamo di cambiare, se trattiamo i giornali come il TGCOM? E se loro continuano a sguazzare nelle notizie di Gossip? Si tratta di un chiaro esempio di circolo vizioso, in cui le notizie e i protagonisti si alimentano a vicenda.

Eppure ieri votavano finanziaria, si parlava di Sandri, del corteo di Genova, il ciclone in Bangladesh, scontri in Pakistan…e noi che leggiamo? Che la Pierelli è ricoverata per una plastica? Beh, le auguro di rimanere sfigurata. Con cattiveria. Siete schiavi della De Filippi. Il vero figlio di Hitler, altro che Saddam.

Morti, tifosi, polizziotti…

1963 – 28 aprile. Giuseppe Plaitano, 48enne tifoso della Salernitana, è il primo morto da stadio in seguito a scontri tra polizia e tifosi. Allo stadio Vestuti si disputa un incontro decisivo ai fini della promozione in serie B tra la Salernitana e il Potenza. Per un rigore non dato ai granata, i tifosi invadono il campo. La guerriglia coinvolge le due tifoserie e la polizia. Un poliziotto spara in aria: per una tragica fatalità il colpo raggiunge la tribuna, dove è seduto Plaitano. Il caso verrà archiviato.

1973 – 2 dicembre. In occasione di Roma-Napoli, un giovane tifoso azzurro, Alfredo Della Corte, viene ferito da un colpo di pistola alla faccia.

1979 – 28 ottobre. Vincenzo Paparelli, tifoso laziale, quando manca un’ora all’inizio del derby Roma-Lazio, viene colpito a un occhio da un razzo sparato dalla Curva Sud, tradizionale sede dei sostenitori romanisti. Il razzo, sparato da un ragazzo di appena 18 anni, attraversa tutto lo stadio e finisce la sua tragica corsa sul volto del povero Paparelli, causandogli lesioni gravissime. Per l’uomo, trasportato immediatamente in ospedale, non c’è nulla da fare.

1984 – 8 febbraio. Triestina-Udinese, partita di Coppa Italia. Alla fine del match scoppiano gravi incidenti che obbligano le forze dell’ordine ad intervenire. Nel corso degli scontri il tifoso triestino Stefano Furlan muore in seguito a delle gravi lesioni cerebrali, causate molto probabilmente dalle percosse infertegli dalla polizia. Da allora la curva dei tifosi triestini è intitolata proprio a Stefano Furlan.

1984 – 30 settembre. Al termine della partita Milan-Cremonese, Marco Fonghessi, un giovane tifoso rossonero, viene accoltellato a morte da un altro tifoso milanista. Assurda la dinamica dell’episodio: la targa della sua auto attira l’attenzione di un gruppo di tifosi meneghini, che circondano la vettura e con un coltello tagliano le gomme. Fonghessi reagisce e viene raggiunto da una coltellata, sferrata da un giovane di appena 18 anni. Trasportato in ospedale muore dopo poche ore.

1988 – 9 ottobre. Allo stadio Del Duca di Ascoli, al termine della partita con l’Inter, Nazzareno Filippini, tifoso bianconero di 32 anni, resta gravemente ferito nel corso di una violenta rissa scoppiata tra le opposte tifoserie. Vengono arrestati quattro esponenti della curva nerazzurra. 1989 – 4 giugno. Prima di Milan-Roma muore Antonio De Falchi, tifoso giallorosso di 18 anni. De Falchi raggiunge lo stadio con tre amici; una ventina di ultras milanesi tentano di aggredirli e durante la fuga De Falchi viene stroncato da un arresto cardiaco. Dei tre tifosi milanisti processati, solo uno venne arrestato e poi condannato a 7 anni di reclusione.

1989 – 18 giugno. Penultima giornata di campionato tra Fiorentina e Bologna, altra tragedia. Il treno coi tifosi emiliani diretti in Toscana subisce un agguato da parte degli ultras fiorentini. Alla fitta sassaiola segue il lancio di una bottiglia molotov che esplode all’interno di un vagone e provoca il ferimento di due tifosi toscani, uno dei quali è Ivan Dall’Oglio, appena quattordicenne. Non ci scappa il morto, ma Dall’Oglio rimane irrimediabilmente sfigurato al volto.

1993 – 10 gennaio. A Bergamo, al termine di Atalanta-Roma, muore, colto da infarto, il 42enne Celestino Colombi, coinvolto nelle cariche della polizia mentre si trovava casualmente nei pressi dello stadio. 1994 – 30 gennaio. Salvatore Moschella, 22 anni, muore gettandosi dal treno su cui viaggia dopo essere stato aggredito con alcuni tifosi del Messina di ritorno dalla trasferta di Ragusa. I siciliani prima lo picchiano e poi continuano a infastidirlo. Moschella, nel cercare una via di fuga, si getta dal finestrino, mentre il treno rallenta in prossimità della stazione di Acireale. Cinque le persone arrestate, delle quali due minorenni.

1995 – 29 gennaio. Prima della partita Genoa-Milan viene accoltellato a morte un giovane tifoso rossoblù, Vincenzo Spagnolo. L’omicida è un ragazzo di appena 18 anni, Simone Barbaglia, che all’epoca frequentava solo da qualche mese la curva del Milan. Sarà condannato a 15 anni di carcere.

1998 – 1 febbraio. Nel dopopartita di Treviso-Cagliari muore il tifoso veneto Fabio Di Maio, 32 anni, per un arresto cardiaco in seguito all’intervento della polizia per sedare un accenno di rissa tra le opposte tifoserie. Allo stesso Di Maio è stata poi intitolata la curva degli ultras trevigiani.

1999 – 24 maggio. La mattina seguente la partita tra il Piacenza e la Salernitana, sfida decisiva per la permanenza in serie A, il treno speciale che riporta a casa gli oltre 3 mila tifosi campani, proprio in prossimità della stazione di Salerno, prende fuoco in una galleria. Nel rogo, appiccato dagli stessi tifosi, perdono la vita quattro giovani supporter granata.

2001 – 17 giugno. A Messina si disputa l’acceso derby con il Catania, decisivo per la promozione in serie B. Tra le due tifoserie prima della partita si verifica un reciproco lancio di oggetti. Dal settore degli ospiti viene lanciata una bomba-carta che esplode in mezzo ai tifosi della Curva Nord e ferisce Antonino Currò, 24 anni, il quale finisce in coma e dopo pochi giorni muore. A seguito delle indagini viene arrestato un tifoso minorenne di Catania.

2003 – 20 settembre. Finisce in tragedia il derby Avellino-Napoli. Muore Sergio Ercolano, ventenne tifoso partenopeo, precipitato nel vuoto durante gli scontri tra tifosi e polizia.

2004 – 21 marzo. Scontri tra tifosi e polizia fuori dall’Olimpico dopo Roma-Lazio. La partita viene interrotta per una voce, poi smentita, della morte di un bambino investito da una macchina delle forze dell’ordine.

2007 – 27 gennaio. Ermanno Licursi, un dirigente della Sammartinese (terza categoria), muore a Luzzi, nel cosentino, a seguito dei colpi ricevuti mentre cerca di sedare una rissa in campo nella partita con la Cancellese. Il dirigente si accascia rientrando negli spogliatoi.

2007 – 2 febbraio. Muore l’ispettore capo della polizia Filippo Raciti, colpito durante gli scontri con i tifosi del Catania durante e dopo il derby siciliano con il Palermo.

L’indifferenza

Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. L’indifferenza è il peso morto della storia. È la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti; è la palude che recinge la città “nuova”  e inghiotte nei suoi gorghi limosi i “violenti”

E allora voglio essere inerte e voglio affogare i miei entusiasmi, e voglio dirti che se avessi avuto il tuo rispetto non ti avrei detto che non possiamo essere amici.

Io decido come vivere, tu subisci. Me.