Archivio mensile:agosto 2007

Dai, è quasi finita.

 

Ti criticheranno sempre,

parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa

andare bene come sei.
Quindi:

vivi come credi.

fai cosa ti dice il cuore…

ciò che vuoi…

una vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali.
quindi:

canta,ridi,balla,ama

vivi intensamente
ogni momento della tua vita

prima che cali il sipario

e l’opera finisca senza applausi.

Charlot

Sono le 2 e 50 minuti nel momento in cui inizio a scrivere. Mi libero di pesi e paure. Di ambizioni e progetti, raccontando onestamente, con la schiettezza che non mi è mai mancata, cosa va e cosa non va. In me, in te, nelle cose che mi circondano, o che vorrebbero farlo.

Sono passati appena due minuti-2.52-e mi sento già meglio. Le sette di domattina mi aspettano, dietro l’angolo. Ma intanto, a mente libera, dico cosa penso.

Sei stupenda, occhibelli, penso ai sassi, alle pesche su note cancerine e abbracci raggomitolosi. Ma non potrei mai trovare la forza di sostenerti. Ho bisogno di stare da solo, di nuovo, e per lungo tempo. Di tornare ad essere un po’ lupo.

“La solitudine è per me una fonte di guarigione che rende la mia vita degna di essere vissuta.”
(Carl Gustav Jung)

Sotto l’apparente immagine da clown, la lacrima di Charlot non può essere nascosta.

Non vorrei, ma è così.

Devo stare lontano, in alto, per guardarvi dall’alto e capire bene l’insieme delle cose che mi appartengono.
Un lavoro, d’albergo, un sogno di radio, una vita a Milano, studi e poi esami, e poi piatti e menù, aperture ortonesi, affitti e camerieri, notti sui lettini e letti da vendere, magari l’hotel, o forse me stesso e tutta la mia pazzia.

Il mio essere così, tremendamente, Filippo. Nei silenzi. Imprevedibili.

[Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera.]

{T’adoro}

Occhibelli – aggiornamento stato d’animo

 

La stanza ha pochi metri e non c’e’ neanche il mare..
assurdo immaginarsi un volo di gabbiani..
ma tu ci devi vivere io me ne voglio andare
ti cercherò comunque nel modo che conosci.

Piu o meno

 

Mi sento così